Erri De Luca

Il tempo sospeso dell’ultima goccia d’infanzia: l’ultimo romanzo di Erri De Luca

Delicato come un dolce ricordo che affiora nei momenti in cui la vita frenetica di questo XXI secolo ci dà qualche tregua. Erri De Luca ci ha abituato al suo sguardo diretto su due momenti dell’esistenza tanto importanti quanto lasciati in disparte: l’infanzia e l’adolescenza.

I pesci non chiudono gli occhi racconta dell’ultima estate da bambino del narratore, dopo la quale si schiuderà l’adolescenza. Il rapporto con la madre, quello con un padre assente per lavoro, in un’Italia in pieno boom economico (ma non in quella meridionale dove l’acqua è ancora raccolta in cisterne), delle lunghe villeggiature al mare, e la scoperta di due parole che accompagnano la vita di ciascuno di noi: amore e giustizia. Sono questi due termini a segnare il ritmo della narrazione: il bambino legge e scopre l’amore sui libri, ma sarà una ragazzina più svelta e un po’ crudele a dargli un primo assaggio di un sentimento che lo accompagnerà per il resto dei giorni. E con l’amore, la giustizia: il narratore è disilluso e non capisce; la saggezza dei sessant’anni con cui riguarda ai suoi dieci non è sufficiente a spiegare il perché di certe punizioni.

L’ansia di crescere, al centro delle preoccupazioni di ogni bambino, cessa con le pagine finali, quando un primo bacio farà sentire il bambino un po’ uomo. Per tutto il romanzo il narratore ha cercato la crescita attraverso i colpi, le botte, i calli sulle mani segnate dalle battute di pesca; poi, è un bacio, la mano di una ragazzina a trasportare il bambino in una nuova fase della vita. Di questa nuova fase De Luca ci dà un assaggio con brevi salti in avanti nel tempo in due momenti cruciali della vita di adulto, due momenti in cui inesorabilmente si torna indietro con i ricordi: la morte del padre e della madre.

I pesci non chiudono gli occhi dimostra tutta la potenza narrativa di uno scrittore che si conferma tra i maggiori del nostro tempo: senza bisogno di una suddivisione in capitoli, la scrittura di De Luca scorre come un fiume su un letto di paragrafi più o meno lunghi.

Un libro che si legge d’un fiato, come d’un fiato sembrano volare gli anni che ci separano da quei momenti in cui il tempo sembra sospendersi.

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