Interviste

“La verità è sofferenza”: intervista con Alessandro Bastasi

Alessandro Bastasi, veneto di nascita e milanese di adozione, mi “accoglie” nella sua quotidianità un pomeriggio d’inizio primavera. La distanza Barcellona-Milano viene magistralmente colmata da Skype, che ci regala l’illusione di stare nella stessa stanza. Con Alessandro condividiamo l’editore e forse per questo l’atmosfera è quella di una chiacchierata informale tra colleghi. Autore di diversi romanzi noir e racconti, con un passato di attore teatrale, Bastasi è in libreria da qualche mese con Morte a S. Siro, seconda pubblicazione personale per i tipi della F.lli Frilli Editori, che atterra negli scaffali italiani a un anno circa di distanza da Era la Milano da bere (F.lli Frilli Ed., 2016).

(altro…)

Di cosa parliamo quando parliamo di noir

Propongo la versione completa del dialogo tra il sottoscritto e il collega Nicola Campostori pubblicato in due puntate su Critica Letteraria tra gennaio e febbraio 2017.

NICOLA CAMPOSTORI: Qualche tempo fa Alessio Piras, col quale condivido il ruolo di redattore per Critica Letteraria, mi scrisse a proposito di un commento che avevo pubblicato riguardo a La città dell’oblio di René Frégni: le mie considerazioni sul noir avevano stimolato in lui curiosità e voglia di confrontarsi sul tema. Piras ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Discipline Umanistiche presso l’Università di Pisa. Attualmente è membro di un gruppo di ricerca dell’Universitat Autònoma di Barcellona, traduttore free-lance e scrittore. Dopo aver letto il suo romanzo d’esordio, Omicidio in Piazza Sant’Elena (F.lli Frilli Editori, 2016), gli ho posto alcune domande ed è cominciato uno scambio di mail nel quale abbiamo riflettuto assieme sul noir. (altro…)

Quel sottile confine tra realtà e finzione: “A Milano si muore così” di Adele Marini

Non-fictional novel. Così Adele Marini definisce A Milano si muore così, sua ultima fatica da qualche mese in libreria per i tipi di Fratelli Frilli. Non-fictional significa che quello che viene raccontato è in gran parte vero, forse inventato in alcuni dettagli, in sfumature che possono anche sfuggire al lettore. Ma Adele Marini non mente. E la differenza tra inventare e mentire, per quanto sottile, è significativa quando si parla di letteratura, di realismo, di una forma di scrittura a cavallo tra la fiction e la realtà. L’epoca in cui viviamo ha visto una sempre maggiore tendenza nel romanzo realista a eliminare la finzione, metterla in un angolo per concentrarsi sulla realtà; questa nuova forma di scrittura utilizza, però, gli strumenti della creazione letteraria per pulire la prosa dell’asetticità del saggio, per renderla più incisiva e accattivante, per guardare al mondo da una prospettiva diversa che induca il lettore a una nuova lettura della realtà che lo circonda. (altro…)