Mese: febbraio 2019

Peaky Blinders. La babele del “villain”

Non ho mai recensito una serie televisiva. A dirla tutta, ne discuto con certa parsimonia anche con gli amici. Non perché me ne vergogni, ma perché non mi considero affatto navigato nel genere (ne ho viste pochissime, complice il fatto che preferisco leggere), nonostante le molte similitudini che presenta con l’esplosione del romanzo nel Regno Unito: The Pickwick Papers, opera capolavoro con cui un giovanissimo Charles Dickens si presentò al mondo letterario britannico della prima epoca vittoriana, venne pubblicato per episodi, a puntate, e ogni capitolo creava un’aspettativa nei lettori del tutto speculare a quella che oggi creano le nuove stagioni delle serie. Anni fa, ormai quasi 10, in una gelida serata all’Università di Siena, il Prof. Guido Mazzoni, in una brillante lezione di Teoria della Letteratura, condivise con noi studenti una previsione: tra duecento anni studieremo le serie televisive come oggi studiamo i romanzi del XIX secolo. Voleva dire che daremo alle prime lo stesso status che diamo ai secondi, elevandole a cultura alta. (altro…)

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