Mese: novembre 2017

Manzini prima di Schiavone: “La giostra dei criceti”

Una banda di rapinatori e una rapina in banca che finisce male. Un impiegato dell’INPS frustrato e il suo dirigente che barcolla tra carrierismo e sensi di colpa. La criminalità organizzata romana, tra soldati che sono carne da cannone e boss senza scrupoli. Una periferia che sembra eterna almeno quanto la città di Roma che la ospita. Questi sono gli ingredienti de La giostra dei criceti, romanzo d’esordio di Antonio Manzini, pubblicato per la prima volta nel 2007 da Einaudi e ora riproposto da Sellerio.

Siamo nell’era pre-Schiavone della storia di Manzini, e si vede. La narrazione è un puzzle schizofrenico che sposta l’obiettivo da una situazione all’altra creando nel lettore un certo spaesamento che, però, l’abile prosa di Manzini gestisce alla perfezione e riconduce su un sentiero sicuro. Come un maestro al suo telaio, l’autore intreccia e riordina i fili della trama fino a comporre un tessuto (che con testo condivide la radice) omogeneo e saldo, il cui ultimo punto viene dato nel finale.

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Il ritorno

Il racconto che segue parte da un sogno fatto molti anni fa. Un sogno dalle tinte distopiche e, contemporaneamente, abbastanza realistico da rimanermi in testa per giorni, come un grumo, fino a sciogliersi e prendere forma sulla pagina bianca. Pubblicato da Racconti Scontati il 21 gennaio 2017, è dedicato al piccolo paese della Liguria in cui ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza.

XXI secolo – quattordicesimo anno di guerra.
I fermenti d’inizio secolo portarono ben presto alla deriva autoritaria di molti Paesi europei che decisero arbitrariamente di staccarsi dall’Unione. Le responsabilità furono attribuite alla necessità di difendersi dalla minaccia terrorista e dai flussi migratori provenienti dalla sponda meridionale del Mediterraneo. Ma l’Isis era ormai un pallido ricordo ed era chiaro a tutti che l’egoismo e la sete di potere e denaro di pochi erano alla base degli ultimi sconvolgimenti politici. I primi ad uscire dal sogno europeo furono i britannici che, dopo aver dissolto il Regno alla morte di Elisabetta II, si resero indipendenti con i vecchi territori di Inghilterra e Galles, mentre la Scozia e l’Irlanda del Nord si unirono alla Repubblica d’Irlanda e rimasero nell’Unione. Seguirono la strada della Gran Bretagna Italia e Germania. In breve, quando gli anni ’20 del XXI secolo volgevano al termine, si ricrearono quelle stesse condizioni che quasi un secolo prima portarono alla II Guerra Mondiale. Le similitudini erano sconcertanti. Le previsioni più nere degli storici di tutto il mondo si stavano avverando. La Storia si stava ripetendo.
Nel 2030 il Regno d’Inghilterra e Galles invase e occupò la vicina Repubblica d’Irlanda e Scozia: di fatto fu un attacco diretto all’Unione Europea che, disunita e senza esercito, non riuscì ad organizzare una difesa efficace. Nel 2031 la Germania e l’Italia, alleate del Regno d’Inghilterra e Galles, invasero rispettivamente l’Europa centrale e quella meridionale. Ricostituirono i vecchi partiti Nazista e Fascista. A est, fu la Russia a ristabilire l’ordine sovietico riunendo tutte le ex repubbliche socialiste in un fronte comune che appoggiava i piani egemonici di Italia, Germani e Inghilterra. Era per loro l’alba di un nuovo ordine. Ciò che rimase dell’Unione Europea si dissolse e nel 2032 iniziarono a costituirsi i primi gruppi rivoluzionari con l’obiettivo di porre fine alle occupazioni nazi-fasciste di Germania, Italia e Inghilterra, e ricostituire l’Unione sulle basi del Manifesto di Ventotene: un documento che era stato cancellato dai libri di Storia e che due ricercatori avevano casualmente riscoperto in una vecchia libreria antiquaria di Milano. I gruppi resistenti erano appoggiati militarmente dagli Stati Uniti d’America, i quali vedevano nella guerra europea una nuova opportunità per ristabilire la loro egemonia culturale al di là dell’Atlantico.
Nel 2035, dopo tre anni di guerra, la follia nazifascista sembrava un’altra volta annichilita dalla resistenza civile di una parte della popolazione che, con l’aiuto dell’esercito degli Stati Uniti, riuscì a riconquistare i territori occupati. Ancora una volta la Liguria era stata pesantemente colpita dai fatti di guerra a causa della sua strategica posizione. (altro…)