Mese: agosto 2017

Del noir e del Mediterraneo

Molti anni fa l’editore francese Gallimard decise di pubblicare nella «Sèrie noire» l’Edipo re di Sofocle. Rimane, quella, una delle più pregiate e popolari edizioni (in Francia) della tragedia sofoclea. Più o meno nello stesso periodo, Albert Camus scriveva che i greci arrivavano alla disperazione passando per la bellezza; il «nostro tempo, invece, ha nutrito la sua disperazione nella laidezza e nelle convulsioni» (L’esilio di Elena). Qualche decennio dopo, più o meno a metà degli anni ‘90, Jean-Claude Izzo riprende l’edizione Gallimard di Sofocle (in cui il curatore scrive, senza vergogna alcuna, che l’Edipo re è il primo romanzo noir) e le parole di Camus per tracciare una relazione filiale tra il tragico greco e il noir contemporaneo, in particolare quello scritto sulle sponde del Mediterraneo.

Nonostante abbia pubblicamente e ripetutamente affermato che quello geografico non è un parametro utile alla definizione di un sottogenere letterario, devo ammettere però che il Mediterraneo è culla del noir moderno, e non potrebbe essere altrimenti per almeno due ragioni. (altro…)

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Il tonno nero. Un caso per Antonio Libeccio

Ripubblico oggi il primo racconto con protagonista il vicequestore Antonio Libeccio, personaggio nato la scorsa estate e che ha esordito il 18 dicembre 2016, su Racconti Scontati.

Mi svegliai quando la pendola del salotto suonava le cinque del mattino. Era una notte fresca di mezza estate, avevo lasciato la finestra della mia stanza aperta per ventilare e mi ero coricato coprendomi con il lenzuolo di cotone bianco. Mi trascinai in cucina ciabattando le vecchie infradito blu, ricordo di quindici anni prima, quando ancora l’estate sapeva di sale, sabbia e polipi pescati tra gli scogli di Albissola Superiore. La cucina era un anfratto di tre metri per due dove a malapena entravano il frigo, il forno con il piano cottura e il lavandino. Presi una tonica, del ghiaccio e un lime. Lo tagliai e misi uno spicchio con il resto delle cose in un bicchiere gelato che tenevo dentro il congelatore. Bevvi in un unico sorso e in pochi secondi una bomba atomica esplose nel mio stomaco: avevo digerito la parmigiana di melanzane che la mia ex suocera, Tina Mastrangelo in Aloisio, mi aveva rifilato la notte prima. Nonostante mi fossi ormai separato da mia moglie da due anni, la Tina continuava a prendersi cura di me con devozione quasi commovente. (altro…)