Mese: febbraio 2013

La Guerra Civile Spagnola secondo Ken Loach

La Guerra Civile Spagnola è senza ombra di dubbio uno degli eventi storici chiave del XX secolo. Definita da alcuni «ensayo y prólogo» della Seconda Guerra Mondiale è stata da quest’ultima inevitabilmente oscurata, per ragioni di convenienza. Da una parte e dall’altra sarebbe stato poco producente capirne le ragioni e i misteri più profondi. Giustamente si pensa al conflitto come la prima fase dello scontro armato tra fascisti e antifascisti: le forze in campo dal 1936 al 1939 sono le stesse che si daranno battaglia fino al 1945, soprattutto sul fronte fascista, Hitler e Mussolini a sostegno di Franco. Dall’altra parte, dalla parte di un governo democraticamente eletto solo Russia, Messico e un’infinità di volontari provenienti da tutto il mondo. Il silenzio di Francia, Inghilterra e Stati Uniti è la ragione per cui fino alla morte di Franco le indagini sul conflitto si contano sulle dita di una mano; l’opposizione di Stalin all’estensione della rivoluzione proletaria in Spagna, già in atto in quasi tutta la Catalogna grazie agli anarchici, ha di fatto determinato lo sfaldamento interno del Frente Popular e favorito la vittoria di Franco. Come sottolineato da Paul Preston ne La guerra civile spagnola (Mondadori), l’obiettivo di Stalin era tenere occupato Hitler sul fronte occidentale.

Della rivoluzione anarchica spagnola si è parlato pochissimo, e ancora meno in Spagna. Se il conflitto, in generale, tra indagini storiche e letterarie (nel più ampio senso del termine, quindi includendo anche il cinema), ha trovato ampio spazio, la contro-rivoluzione anarchica è rimasta in un angolo. Recentemente, vale a dire negli ultimi vent’anni, due tra gli interventi più brillanti in questo senso sono stati un capitolo del libro Anarchismo di Noam Chomski e il film Terra e Libertà di Ken Loach.

Il regista inglese si sofferma esattamente sul contrasto tra comunisti e anarchici durante la Guerra Civile attraverso gli occhi di un volontario britannico, David Carr. Il protagonista è affiliato al Partito Comunista inglese e si arruola nella milizia sul fronte aragonese. La sua squadriglia è composta da un francese, un tedesco, uno scozzese, un italiano, un americano; gli spagnoli si contano sulle dita della mano. Dave si rende perfettamente conto del fatto che le milizie anarchiche, per quanto determinate e spinte da un vero ideale di libertà e giustizia, non potranno mai avere la meglio sugli eserciti di Germania e Italia: inquadrati e addestrati per fare la guerra. Lascia la milizia e si arruola nelle Brigate Internazionali, ma ben presto si ritrova a sparare contro gli anarchici e non, come logica avrebbe voluto, contro i fascisti. Le contraddizioni all’interno del Partico Comunista spagnolo sono tali che David ritorna sui suoi passi e raggiunge i vecchi compagni di milizia: se sarà sconfitto che lo sia a testa alta nella difesa di quei principi e valori in cui crede.

L’epilogo del film è storia: la milizia si sfalda, abbandonata dalle Brigate Internazionali che rispondono agli ordini del Partito Comunista che esegue alla perfezione gli ordini di Stalin di non portare a compimento la rivoluzione. Quella di Ken Loach è una delle letture più lucide del conflitto spagnolo: concentrato su una delle tante cause della sconfitta repubblicana, il regista riesce a declinarne ogni sfumatura: amore, dolore, rabbia e speranza di un popolo che ha lottato fino all’ultimo miliziano per conservare quella libertà e dignità democratica che si era o faticosamente conquistato in oltre quattro secoli di storia.

Annunci